Legge di bilancio 2017: tassazione forfettaria per chi trasferisce la residenza in Italia

Lo scorso 7 dicembre il Senato della Repubblica ha dato il via libera definitivo alla Legge di Bilancio per l’anno 2017. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, la legge entrerà in vigore il prossimo 1 gennaio, salvo per le norme per cui l’articolato stesso prevede esplicitamente un diverso termine.
L’accelerazione dell’iter parlamentare si è resa necessaria per aprire ufficialmente la crisi di governo, poi rapidamente risolta con la nomina a premier di Paolo Gentiloni. Per tale ragione l’esecutivo uscente aveva posto la questione di fiducia sull’approvazione del testo, che è quindi sostanzialmente identico a quello già approvato dalla Camera dei Deputati. Tra le principali novità della manovra finanziaria vi è l’introduzione di un regime di tassazione forfettaria per chi trasferisce la residenza fiscale in Italia. In particolare, le misure per incentivare il trasferimento sono contenute nei commi da 148 a 159 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio per il 2017.
Nello specifico, è previsto che chi trasferisce la residenza fiscale in Italia venga tassato limitatamente ai redditi esteri, in deroga al principio di tassazione su base mondiale, con l’applicazione di una imposta sostitutiva su una base imponibile fissa di 100mila euro, a cui vanno aggiunti 25mila euro per ogni componente il nucleo familiare. Potranno fruire della suddetta opzione sia coloro che non sono mai stati residenti sul territorio nazionale sia coloro che negli ultimi 10 anni hanno avuto per almeno 9 la residenza fiscale all’estero. Una volta esercitata, l’opzione dura 15 anni, cessando in caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva.
L’esercizio dell’opzione in questione consente di ottenere l’esonero dal pagamento delle patrimoniali estere (IVIE e IVAFE) e dall’assolvimento del monitoraggio fiscale da effettuare tramite la compilazione del quadro RW della dichiarazione.