Export di unità da diporto: nuova procedura per provare l’uscita dal territorio doganale

Importanti chiarimenti sono stati forniti con la Circolare dell’Agenzia delle Dogane n 14/D di ieri, 12 maggio 2016, in merito alle prove che consentono di dimostrare l’effettiva uscita dalle acque territoriali Italiane delle unità da diporto cedute a società armatrici extracomunitarie e pertanto destinate ad essere esportate fuori dal territorio doganale comunitario.
Si ricorda che il beneficio della non imponibilità IVA per le unità da diporto destinate ad essere esportate, ai sensi dell’articolo 36, comma 4 del Testo Unico della Legge Doganale (TULD), è subordinato alla dimostrazione dell’effettiva uscita dell’unità da diporto dalle acque territoriali nazionali, quest’ultime da intendersi quelle ricomprese entro le 12 miglia dalla costa. La dimostrazione dell’effettiva uscita dalle acque nazionali, presupposto fondamentale per chiudere la pratica doganale di esportazione, fino ad oggi veniva accertato con qualsiasi documentazione e/o prova che riuscisse a dimostrare il raggiungimento di un porto extracomunitario. Fino ad oggi, tale prova ha suscitato problematiche non di poco conto tra gli operatori economici nazionali in quanto venivano sottoposti a rischi ed oneri molto alti derivanti dalla possibilità di ottenere da parte del comandante o dalla società armatrice prove non sufficiente a dimostrare l’effettivo raggiungimento di un porto extracomunitario.
La sopraccitata circolare numero 14/D del 12 maggio 2016, ha chiarito che l’effettiva uscita dalle acque territoriali nazionali di unità da diporto cedute ad armatori extracomunitari, può essere dimostrato oltre che dall’effettivo raggiungimento di un porto extracomunitario anche tramite una dichiarazione resa dall’armatore o dal comandante della nave attestante di aver raggiunto le acque internazionali e quindi di aver oltrepassato il limite delle dodici miglia; tale dichiarazione dovrà essere accompagnata dalla rilevazione satellitare della posizione della nave in acque internazionali, fornita attraverso il sistema A.I.S. (Automatic Identification System). Con la circolare in commento, l’Agenzia delle Dogane ha quindi portato un importante semplificazione nella procedura doganale di esportazione delle unità da diporto; unico punto che adesso dovrà essere chiarito è la procedura operativa da concordare con le Capitanerie di Porto al fine di accertare la posizione dell’imbarcazione nelle acque internazionali tramite sistema A.I.S.